Overblog Suivre ce blog
Editer l'article Administration Créer mon blog
6 mai 2008 2 06 /05 /mai /2008 10:08
Cenni di storia .... una storia che molto spesso dimentichiamo e che invece andrebbe ricordata ..... a monito per le generazioni future .... perchè non si debba più ripetere ciò che è stato!
Complice l'81° adunata degli alpini a Bassano .... complice l'aria che si respira in questi giorni qui, nelle nostre zone, complice l'aver avuto in famiglia uno di quegli alpini che hanno duramente combattuto per gli ideali di guerra (ma ne parlerò nel prossimo post) ..... complici tutte quelle bandiere tricolore  ..........
complici le varie manifestazioni in atto .... per non dimenticare
La Tarta e Pucciboy sono andati a vedere la rappresentazione di "CENTOMILA GAVETTE DI GHIACCIO" di Giulio Bedeschi
Il libro è nella nostra libreria già da tempo .... Pucciboy l'ha divorato appena comprato .... la Tarta lo ha cominciato 4 giorni fa. Una lettura non facile ..... il libro è scritto molto bene .... ma ad ogni pagina la Tarta rivede suo nonno e quello che della guerra le è stato raccontato dal vivo.
Testo autobiografico del Bedeschi ..... è il racconto di un grande pezzo della nostra storia ..... una parte che viene troppo spesso dimenticata o trattata in modo superficiale .... forse perchè si tratta di una sconfitta ..... ma è pur parte di una storia grande ..... il racconto della CAMPAGNA DI RUSSIA
La più tragica campagna da noi mai intrapresa ..... il più grande scotto subito nella 2° guerra mondiale
Bedeschi in questo libro racconta tutto ciò che ha vissuto ..... lui sotto pseudonimo di Sottotenente medico ITALO SERRI ..... la sua compagnia tutta .... tutti sotto falsi nomi perchè per suo volere .... ogni persona ogni mamma ogni sorella, moglie .... possano rivedere in quelle gesta o in quelle frasi l'amato mai ritornato a casa.

La rappresentazione è un monologo tratto appunto dal libro e interpretato da ANDREA BRUGNERA con l'aiuto del CORO VOCE ALPINA .... un monologo che ti cattura da subito ..... intenso e tragico nella sua verità
uno spettacolo che si guarda e si ascolta in silenzio e che in silenzio ti fa uscire dalla sala .... in silenzio tia ccompagna fino a casa ..... in silenzio ti lascia pensare



la storia di un piccolo reparto alpino (la batteria Ventisei che nella realtà è la 13) della mitica Julia si fonde con quella dell'intero corpo di spedizione impegnato nella campagna di Russia. Gli Alpini, convinti di andare a fare la guerra sulle montagne del Caucaso, si ritrovarono invece a dover affrontare i russi sulla pianura del fiume Don (odierna Ucraina), muli contro autoblindo, piccoli cannoni di montagna contro carri armati. Pur in condizioni sfavorevoli e con un nemico nettamente superiore si coprirono di gloria.
Ma la linea cedette su tutti gli altri punti e, per non finire accerchiati, gli alpini dovettero volgere le spalle al fronte e ripiegare. Ebbe cosi' inizio una marcia tragica e terribile per la salvezza, in centomila partirono (italiani, tedeschi, romeni, ungheresi), poche decina di migliaia tornarono.
Il racconto è dalla parte dei soldati (quasi tutti morti) , spostati di qua e di la' senza capirne il senso, abbandonati, sottoposti a prove tremende, forse neppure immaginabili, ma disperatamente e forsennatamente attaccati alla vita. La ritirata in poco tempo si trasformo' in tragedia epica, ben presto senza scarpe, con piedi e mani congelati, con temperature che sfioravano i 50 gradi sottozero, costretti a camminare tra la neve alta, senza nulla da mangiare per giorni e giorni, con pochissime munizioni residue, continuamente braccati dai russi e costretti ad aprirsi la strada combattendo, solo un disperato istinto di conservazione e una grande forza morale li tenevano in vita.

Una crosta di formaggio conservata per lungo tempo nella tasca posteriore ..... tenuta li per esssere mangiata solo un attimo prima della morte ..... regalata, ceduta al compagno nell'ultimo atto per salavare una vita
"varda che i go visti quei 3 puteeti morti de fame che te ghe casa ... mi no go nisuni"
"guarda che li ho visti quei tre bambini morti di fame che hai a casa ... io non ho nessuno"

bisogna vanzare ad ogni costo ..... uomini che marciano giorno e notte senza riposo con la sola compagnia del loro fidato mulo e la fraternità fra di loro .... ma sono alpini, e gli alpini non si arrendono, anche senza forze vanno avanti ..... sempre

è terribile...... è più terribile ancora è che è tutto successo davvero, centomila gavette ormai inutili piene solo di ghiaccio!



CENNI STORICI:
Definire con precisione quello che è stato il bilancio della Campagna di Russia a tutt'oggi è estremamente difficile per la complessità degli eventi. Dopo lunghe indagini le stime delle perdite, anche se indicative, furono drammatiche: all'inizio dell'offensiva russa la presenza italiana era complessivamente di 220.000 uomini, coloro che non fecero ritorno furono circa 100.000 di cui 5.000 deceduti nelle offensive antecedenti il 15 dicembre. Le perdite della ritirata ammontarono invece a 95.000 uomini. Di questi 95.000 tuttavia, 25.000 uomini morirono in combattimento o di stenti durante la ritirata, 70.000 invece furono fatti prigionieri e smistati nei lager. I primi tre mesi di prigionia portarono alla morte la maggior parte dei prigionieri italiani per le gravi conseguenze della ritirata, per il massacrante viaggio di deportazione, per la malnutrizione, per le scarse condizioni igieniche, per il diffondersi di epidemie. Solamente nel 1945 l'Unione Sovietica riconsegnò 10.000 prigionieri sopravvissuti e nel 1954 gli ultimi 28.

TRATTO DAL LIBRO:
La visibilità divenne nulla, come ciechi i marciatori continuarono a camminare affondando fino al ginocchio, piangendo, bestemmiando, con estrema fatica avanzando di trecento metri in mezz'ora. Come ad ogni notte ciascuno credeva di morire di sfinimento sulla neve, qualcuno veramente s'abbatteva e veniva ingoiato dalla mostruosa nemica, ma la colonna proseguì nel nero cuore della notte

I RINGRAZIAMENTI AI POCHI SUPERSTITI CHIUSI DENTRO UN TRENO FINALMENTE AL CONFINE ITALIANO
:"- La popolazione non vi deve vedere: e' l'ordine.

- Non abbiamo la peste, noi! Siamo gli alpini che tornano dalla Russia!

- Che alpini o non alpini! ! Ma vi vedete? - urlo' allora ai rinchiusi il ferroviere, - vi accorgete si' o no, Cristo, che fate schifo?"


io vorrei solo aggiungere qualche dedica:

dedicato a tutti coloro che amano la storia

dedicato a tutti coloro che non vogliono dimenticare

dedicato a tutti coloro che cogliono conoscere

dedicato a tutte le penne nere italiane

dedicato alle generazioni future


Partager cet article

Repost 0
Published by la tartaruga folle - dans di tutto e di più
commenter cet article

commentaires

Simonetta 07/05/2008 09:46

Ciao Ornella io sono di Thiene e tu zona Bassano?

Simonetta 07/05/2008 09:23

Un libro bellissimo che i nostri giovani dovrebbero leggere per non dimenticare!W gli alpini,è una gioia rivedere l'Adunata ed è bello vedere tutte queste bandiere!Ciao :)))

manu 07/05/2008 08:31

nn ho mail letto questo libro ma le tue parole invogliano a farlo...

Lucia 06/05/2008 22:43

Ciao Tarta! Ben tornata dalle vacanze!!
Anche mio nonno ha fatto la campagna di Russia, e ricordo molti episodi che mi raccontava quando ero piccola... Eppure era una persona così doce, che non si era lasciata mangiare il cuore dagli orrori e dalle sofferenze subite. Erano racconti di una guerra in cui tutto era confuso: i russi che ti circondavano coi carri armati e che poi ti passavano sopra, le donne a guardia delle isbe che non rifiutavano un tozzo di pane e un giaciglio agli italiani, i cosacchi del Don, i Mongoli ancora più temuti... Il freddo, le scarpe rotte, la fame... Eppure quanta dignità da parte dei nostri soldati!
Un bacio.

roberta 06/05/2008 20:31

se non son trent'anni da quando l'ho letto, insieme al suo seguito "il peso dello zaino" poco cimanca. E' uno dei libri che ho amato di più, insieme anche a "la tregua" e "se questo è un uomo". Mi hai fatto venire voglia di rileggerli.
Roberts