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15 mai 2008 4 15 /05 /mai /2008 13:35
Finisco il resoconto sull'adunata degli alpini a Bassano
una settimana fa esatta .... giovedi 09.05.08 ... la Tarta e Pucciboy sono andati al Palasport a vedere
"IL SERGENTE NELLA NEVE" di "MARCO PAOLINI"

Marco Paolini ... Bellunese di nascita, classe 1956, quante persone conosco nate nel 56, tutte persone che mi piacciono molto ...... grande annata il 56!
attore teatrale .... ma anche cinematografico nonchè scrittore .... noto soprattutto al grande pubblico per il suo "VAJONT" e per appunto il suo "SERGENTE"
i Pucciston lo avevano visto in tv ma credetemi .... da vivo è tutta un'altra cosa .... è un GRANDE .... uno che riesce a tenerti li due ore come se fossere 3 minuti .... uno che riesce a farti sentire la drammaticità della storia che ti sta rappresentando anche quando ridi delle sue battute .... uno che ti strappa lacrime anche se cerchi di fare il duro
Appena saputo che sarebbe venuto a Bassano Pucciboy si è precipitato a comprare i biglietti ..... sono andati a ruba .... 3 settimane prima della rappresentazione erano già stati venduti tutti .... tutto esaurito
La soddisfazione più grande per la Tarta .... visto l'argomento trattato .... è stata quella di vedere la maggior parte dei presenti in sala erano giovani ..... c'è bisogno di giovani ..... c'è bisogno che i giovani sentano e capiscano
e Paolini è la persona giusta per farlo capire
a fine spettacolo ben 15 minuti di applausi ...... e lui commosso sul palco

LA STORIA DEL SERGENTE
Questo spettacolo prende vita e ispirazione dal libro scritto nel 1953 da Mario Rigoni Stern dal titolo Il sergente nella neve (1953), il racconto autobiografico dell'allora sergente Rigoni, impegnato nella sanguinosa campagna di Russia durante il secondo conflitto mondiale. Ambientato nell'inverno 1942-43, affronta uno degli episodi più drammatici nella storia del nostro esercito: la ritirata dei soldati attraverso la taiga russa. Ormai allo sbando e circondati dall'Armata Rossa, i personaggi del racconto, reali e non di fantasia, cercano di sopravvivere durante la ritirata, passando da un villaggio all'altro con alterne fortune. Li guida un giovane sergente, che diventerà poi lo scrittore del romanzo. E proprio grazie alla sensibilità dell'autore, facciamo la conoscenza di esseri umani profondamente sconvolti dal conflitto, ma che mantengono fino in fondo la propria dignità: così il tenente Cenci, molto amico di Rigoni e generoso in battaglia; il caporalmaggiore Moreschi, sempre di buonumore nonostante tutto; Tourn, alpino piemontese che nasconde con allegria la paura; Lombardi, cupo e taciturno; il caporale Pintossi, calmo e flemmatico... piccoli grandi uomini che affrontano un'avventura spesso senza via d'uscita.

PICCOLI CENNI DELL'OPERA

... La mattina di Natale vado fuori vedo le impronte di un lepre, gli vado dietro poi vedo che il porco attraversa il Don e va dai russi... quasi quasi vado là e gli dico "Il lepre...., mi fan passare..."
Allora torno indietro e mi torna il pensiero vicentino.
Però anche i gatti niente, allora torno in tana e arriva sto rancio di Natale congelato, per forza nel tragitto


... Ho ancora nel naso l'odore che faceva il grasso sul fucile mitragliatore arroventato.
Ho ancora nelle orecchie il cric croc della neve sotto gli scarponi, e gli starnuti, i colpi di tosse delle vedette russe sull'altro lato del fiume, e le canne, l'erba secca che come ti muovi faceva rumore. Negli occhi se ci penso il quadrato di Cassiopea sopra la testa, tutte le notti, e il quadrato di tole di legno della tana sopra la testa, tutti i giorni... e se ci penso ben nel sangue ho il brivido di quella mattina che la Katiuscia ci scaraventò addosso tutte insieme le sue 72 bombarde.


I topi erano la Russia, venivan dappertutto, sotto le coperte, quando dormivi.
Quando finivi la vedetta, tornando indietro la mattina, prima di andare in letto, macinavi polenta: la macina, due tocchi di rovere coi chiodi, un buco per entrare, uno per far uscire la farina.
Mi piaceva andare in giro a fregar le sentinelle
- Altolà, chi va là!
- Ciavàdebrexa..
- In mona Asiago...
Impossibile imitar l'accento per i Russi, meglio di una parola d'ordine.


Dopo i 15 minuti di applausi Paolini ci zittisce e dice:

"Vi chiedo un favore ..... adesso, andate via cantando.."

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Published by la tartaruga folle - dans di tutto e di più
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commentaires

simonetta 16/05/2008 14:40

Ho una passione per Paolini,sa fare teatro portantandoci la realtà davanti ai nostri occhi!Un bacio Tarta ;)))

francesca 16/05/2008 13:51

ed avete cantato uscendo? grazie Ornella, bellissimo reportage di uno spettacolo da non dimenticare!
(anche questa serata rientra nelle tue scorribande.....)

rosa 16/05/2008 10:29

Paolini dal vivo è tutt'altra cosa....
eppoi Rigoni è uno dei miei scrittori preferiti..
ho tutti i suoi libri.
Complimenti Ornella, una bella cronaca
ciao Rosa

emanuela 15/05/2008 17:26

che invidia..io adoro il Marco..sudddetto..per non parlare poi di quante volte siamo stati su alla diaga ed a Erto.
baci Manu

Pam 15/05/2008 16:45

Gia Paolini visto in TV è spettacolare, immagino dal vivo quante emozioni abbia risvegliato, e mi fa molto piacere che i giovani abbiano partecipato alla sua rappresentazione! Ciao Pam