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21 juin 2012 4 21 /06 /juin /2012 08:00

dark-shadows.png

 

(31° libro finito - 2012)

New England, 1772. ColIingwood Manor, la tenuta più lussuosa del Maine, è il regno di Barnabas Collins. Rampollo di una ricchissima famiglia di armatori, il giovane passa il suo tempo tra banchetti sfarzosi, bevute con gli amici e serate galanti con bellissime donne. Almeno fino al giorno in cui il suo sguardo incrocia quello di Angelique Brouchard. un'enigmatica e sensuale ragazza originaria della Martinica, isola di misteri e leggende. Tuttavia la loro felicità dura ben poco, perché Barnabas, incorreggibile seduttore, non riesce a tenere a freno i propri istinti e tradisce la giovane che, follemente innamorata di lui, gli giura una terribile vendetta. Angelique, infatti, non è una donna qualsiasi: esperta nell'arte della magia nera, e diventata immortale dopo aver offerto la propria anima alle tenebre, avrà la sua rivalsa condannando Barnabas alla dannazione eterna, trasformandolo in un vampiro. Le loro esistenze saranno così unite per sempre, nell'odio... e nell'amore.

 

il libro finisce dove il film di Tim Burton comincia .... quindi due cose unite ma divise

la maledizione di Angelique ...... mmmmmmmmmm

mi ha lasciata molto perplessa e a tratti annoiata

tutta la prima parte .... l'infanzia di Angelique per intenderci l'ho trovata noiosa .... anche se la storia è triste macabra e piena di colpi di scena ... io mi sono annoiata

sono partita con la testa altrove, pensando di sapere cosa avrei letto e ne sono rimasta delusa

la seconda parte mi ha preso di più ..... forse perchè finalmente si parla di più di Barnab (sembra quasi un personaggio in secondo piano)

che dire? .... non molto ...forse a qualcuno piacerà di più

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20 juin 2012 3 20 /06 /juin /2012 08:00

una-sposa-conveniente.jpg

(30° libro finito - 2012)

Dal balcone di casa sua, Juliette (centouno anni, un mese e quattro giorni) tiene sotto controllo i movimenti di ciascuno dei nove anziani residenti a Pouligeac, uno sperduto villaggio di montagna nelle Alte Cevenne: meglio della televisione. Tra un insulto e un convenevole trascorre la vita tranquilla e apparentemente immutabile di Robert, detto il Petoso, di Franz il Crucco, di Martine la Svampita, di Léonie la Talpa... soprannome misterioso, per una che a ottantasette anni ancora cerca disperatamente di perdere la verginità. Poi ci sono Ernest, Aurélie e sua madre la Vispetta, Ginette e Paulette, e infine c'è suo figlio Pierrot, il Piccinino. Un "ragazzo" di quarantasette anni, l'unico della sua generazione a essere rimasto in paese, per non lasciare sola la mamma. Pierrot è un generoso tuttofare, si occupa della spesa per gli anziani e di ogni sorta di riparazione e manutenzione nei loro vecchi casali: in altre parole, è una presenza vitale. Fin quando, all'improvviso, la madre viene meno, e lui decide di abbandonare il villaggio per cercare una moglie e farsi una famiglia in città. Come sopravvivere se Pierrot parte? Chi provvederà ai bisogni quotidiani? Il gruppetto di anziani non si rassegna all'amara prospettiva di perdere il Piccinine e con un guizzo di folle intraprendenza i novelli cospiratori allestiscono in casa di Juliette una postazione Internet e riescono ad attirare in paese Tatiana, una ragazza russa in cerca di fidanzato...

 

101 anni e tenere le redini di un piccolo paese di montagna .... dove gli abitanti ormai non più giovanissimi vivono con lentezza gli stessi giorni ogni giorno

dove però la mancanza di uno solo di loro può portare allo spezzarsi di questo equilibrio

ecco che la fantasia e l'audacia portano una soluzione

ed ecco organizzare il piano diabolico per trovare una moglie al piccinino del paese .... 47 anni .. per non fargli abbandonare la sua casa e tutti loro

esilarante ..... veramente divertente vedere come questi personaggi scoprano la modernità in tarda età per far in modo che la loro vita non cambi

belli i personaggi ..... bella la storia ... bello il libro

 

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19 juin 2012 2 19 /06 /juin /2012 08:00

 

l-abate-nero.jpg

(29° libro finito - 2012)

Racconta un’antica leggenda che, più di settecento anni or sono, Hubert di Redruth, abate di Chelfordbury, fu assassinato per ordine del conte di Chelford. Si dice che da quel momento il suo fantasma abbia cominciato a sconvolgere le tranquille esistenze degli abitanti del piccolo villaggio del Sussex con urla e lamenti disumani. Nessuno l’ha però mai visto. Ma improvvisamente, un giorno, il fantasma fa la sua comparsa nel tenebroso castello di Fossaway dove, fra l’altro, pare che quattrocento anni prima fosse stato nascosto un ingente tesoro, di cui si è smarrita ormai ogni traccia. La coincidenza non può non destare sospetti, tanto più che alle due leggende si aggiunge un misterioso delitto…

 

Giallo particolarmente datato ... da prendere con calma e non dimenticando l'epoca in cui è stato scritto

la storia è in ogni caso carina .... non ti tiene li col fiato sospeso ma si lascia leggere ..... io direi una compagnia per quei giorni in cui non ci vuole impegnare troppo e si vuole leggere qualcosa di "facile"

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15 juin 2012 5 15 /06 /juin /2012 08:00

 

Commesse-di-Treviso.gif

(29° libro finito - 2012)

Natale si avvicina, le vetrine traboccano di attrazioni sfiziose e qualcuno molesta le commesse di Treviso. Telefonate anonime, aggressioni: un crescendo allarmante. La spinosa indagine piomba sulla scrivania dell'ispettore Stucky, che gira a vuoto, si perde per canali e osterie. Finché una bella commessa nera non ci lascia la pelle. La stampa scatenata, il questore, il segretario del vescovo premono su Stucky perché risolva il mistero, ristabilendo la normalità, un clima più propizio alla campagna acquisti di Natale. Stucky interroga commesse altissime, segue piste sfuggenti attraverso una Treviso profumata e acquatica. Entra nel mondo della vittima, Jolanda, con pudore e umanità. Scopre seconde case, seconde vite. Intanto, Kuto Tarfusser, aspirante psicologo, ascolta il lungo monologo di un paziente: Max Pierini, fondatore di discarica, eroe e martire della raccolta differenziata, genio della piccola impresa al margine dei margini.

 

partendo dalla coda come ho fatto io .... cioè leggendo per ultimo il primo libro di Ervas sulla saga dell'ispettore Stucky ... ci si ritrova fra le mani un personaggio non ancora ben definito ... in fondo è la sua prima volta

però il tutto è gradevole e ironico come in tutti gli altri libri

ritrovo sempre con piacere nei libri di Ervas le città che conosco e dove vivo .... mi piace leggere di posti che frequento anch'io e dove non mi viene mai da pensare che possano diventare teatro di un delitto

bella storia come sempre intrigata e dal finale a sorpresa, bello come sempre leggere di tutti i personaggi che fanno da contorno e la storia parallela che viaggia pari passo con la principale

confemo ... Ervas è da leggere .... è sempre una compagnia piacevolissima

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14 juin 2012 4 14 /06 /juin /2012 08:00

 

il-monastero-dei-lunghi-coltelli.jpg

(28° libro finito - 2012)

Ritorna Barney Thompson, barbiere di Glasgow e killer per caso nella "Bottega degli errori". In questa seconda avventura Barney abbandona la sua piovosissima città per ritirarsi in un convento nel ghiacciosissimo nord della Scozia. Causa di questa fuga è l'eccessiva notorietà a cui lo sottopongono i media dopo che, per una forbiciata non proprio perfetta, ha ammazzato un paio di persone. L'accanimento dei giornali è parossistico. Barney diventa il capro espiatorio di qualunque cosa sia capitata in tutta la Scozia, in qualsiasi epoca. Come le sconfitte della squadra di calcio scozzese: "L'errore di Billy Bremner contro il Brasile nel '74: colpa di Barney Thompson". Ma Barney non fa in tempo a rilassarsi che il convento viene funestato da un terribile serial killer che getta nello sconforto e nel terrore i poveri, ignari monaci e crea non pochi problemi all'ispettore capo Mulholland e al sergente Proudfoot, la coppia di poliziotti più strampalata che mente umana potesse inventare. Citazioni letterarie e cinematografiche, con una trama surreale e molto noir, il libro conferma il particolare black humour di Douglas Lindsay.

 

per Barney è impossibile sfuggire al suo destino ..... ormai è etichettato come serial killer e colpevolizzato per ogni cosa succeda nel mondo .... e cosi cosa resta da fare?

naturalmente quello che tutti farebbero .... scappare e cambiare identità .... fuggire lontano da un destino cosi crudele

peccato che la sua sfortuna lo accompagni e che alla fine entri nuovamente in una storia di cadaveri ed enigmi

viene quasi da pensare se veramente Barney non porti sfortuna .... se veramente non sia colpa sua tutto ciò che di male succede

visto che si trova sempre al posto sbagliato nel momento sbagliato

bello come il primo .... più indagini in questo secondo .... ma la comicità è la stessa

da leggere anche questo

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13 juin 2012 3 13 /06 /juin /2012 08:00

 

la-bottega-degli-errori.jpg

(27° libro finito - 2012)

Barney Thomson di mestiere fa il barbiere e vive nella piovosa Glasgow. Niente della sua vita lo soddisfa: è goffo e indolente, lavora in una squallida bottega, assieme al proprietario Wullie Henderson e al giovane Chris Porter, che tutti i clienti gli preferiscono anche perché contrariamente a lui sanno parlare di calcio, e ha una moglie, Agnes, che a lui antepone le soap opera. Per Glasgow intanto si aggira un serial killer che fa a pezzi le sue vittime, e tanto l'ispettore capo Holdall quanto il suo collega Robertson brancolano nel buio. Barney, chiuso nel suo rancore, medita nei confronti dei due colleghi pensieri omicidi ma può confessarli solo all'anziana madre Cemolina, l'unica che lo comprende e per di più lo incoraggia. Poi, quando Wullie gli comunica di volerlo licenziare, ecco che per fatalità scivola e cade sulle forbici di Barney e muore. Barney si rivolge di nuovo alla madre per far sparire il cadavere, e così scoprirà che non è la prima volta per lei...

 

La commedia degli equivoci

o come si possa essere immischiati in qualcosa di grosso a causa di eventi fortuiti, verità seminascoste, azioni sbagliate e soprattutto con una buona dose di sfortuna a tenerti per mano

Barney è cosi, anche se si finge forte e convinto delle proprie opinioni, è solo un uomo mediocre dalla vita mediocre che difficilmente diventerà famoso o anche solo apprezzato, è pieno di rancori e privo totalmente di fantasia e voglia di cambiare, ma voglia di vendetta quella si che ce l'ha!

e cosi per una parola di troppo finisce nei guai .... grossi guai

humor inglese ..... commedia all'italiana dei film anni 60 .... questo è in sintesi quello che troviamo qui

libro divertente e molto scorrevole .... non un capolavoro ... ma sicuramente bello da leggere


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12 juin 2012 2 12 /06 /juin /2012 08:00

 

la-scomparsa-del-fuoco-greco.jpg

(26° libro finito -2012)

Nell'estate del 1540, Elizabeth, un'orfana adolescente ospitata nella casa di un ricco zio, sir Edwin Wentworth, viene accusata dell'omicidio del cuginetto. La ragazza viene subito rinchiusa in una cella sotterranea e, anche di fronte alla prospettiva di spietate torture, tace con chiunque. Mettendosi contro la sua stessa famiglia, Joseph, riesce a procurarsi l'aiuto dell'avvocato Shardlake. Lizzy sta per essere giustiziata, quando qualcuno interviene a concederle una proroga: il consigliere del re Thomas Cromwell. Questi, in cambio, esige che il legale sveli cosa si nasconde dietro l'assassinio di due alchimisti in possesso del segreto di una devastante arma capace di ridurre in cenere intere navi...

 

la leggenda del fuoco greco è famosissima, per centinaia di anni in molti hanno cercato di impossessarsi della sua "ricetta", soprattutto potenti con brame bellicose, naturalmente ai giorni nostri il fuoco greco è diventato un arnese bellico obsoleto .... ma nel periodo storico della reggenza di Enrico VIII non ci si stupisce che fosse bramato da molti.

il nostro "gobbo" avvocato si ritrova nuovamente a svolgere l'incarico di investigatore e se la cava nuovamente in modo egregio, non senza affrontare pericoli e anche innamoramenti

solo un piccolo neo .... la prima parte scorre via veloce ma poi ci si perde, per troppe pagine si ha l'impressione di girare in tondo senza approdare a nulla ..... peccato

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8 juin 2012 5 08 /06 /juin /2012 08:00

 

il-castello-dei-carpazi.GIF

(25° libro finito -2012)

Un oscuro barone melomane vive rinchiuso in un castello avvolto dal mistero di sinistri suoni e urla di provenienza ignota. Un giovane intraprendente decide di investigare i segreti del luogo. Una perfetta macchina narrativa in cui Verne, prima della moda iniziata dal Dracula di Bram Stoker, innesta sul genere gotico la sua caratteristica predilezione per le invenzioni scientifiche: dalle macchine ante litteram per la registrazione di suoni e immagini ai microfoni per lo spionaggio.

Mi sembrava strano che un racconto cosi potesse venir fuori dalla mente di Verne, scrittore con una spiccata predilezione per tutto ciò che è meccanico e futuristico

ma leggendo il racconto ti accorgi che è proprio Verne ad averlo scritto

siamo in un paese, la Transilvania, dove le superstizioni fanno da padrone e dove le varie leggende dei luoghi hanno dato vita a una serie di romanzi e personaggi molto famosi

e naturalmente qui è proprio la superstizione che fa da padrona nel villaggio di Werst e che porta i personaggi ad immergersi in una avventura al castello maledetto fatta tutta di fantasmi visioni e voci tenebrose

ma sarà veramente infestato dai fantasmi quel castello? .... oppure una ricerca sulla storia che ha vissuto nel passato può essere la chiave per svelare il suo segreto?

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7 juin 2012 4 07 /06 /juin /2012 08:00

 

la-contessa-sanguinaria.jpg

(24° libro finito - 2012)

La Francia ebbe Gilles de Rais, l'Ungheria Erzsébet Báthory, la Contessa sanguinaria, la Belva di Csejthe. Come già Bataille con il "Processo di GilIes de Rais", la scrittrice surrealista Valentine Penrose (1898-1978) ci fa rivivere questa storia di sangue, di morte e di delirio. Ma "La Contessa sanguinaria" non ci fa solamente penetrare nelle sinistre camere di tortura in cui perirono forse più di seicento fanciulle. Valentine Penrose inserisce la storia di questa donna unica in un grandioso affresco dell'Ungheria tra il XVI e il XVII secolo, illustrando i motivi che resero possibili, e forse ineluttabili, quei tragici eventi.

ho sinceramente amato un'altra versione della storia della Contessa sanguinaria, quella forse più romanzata

questa è molto biografica, non manca di nulla, dal racconto dell'infanzia alle atrocità dell'età più matura

personaggio crudele ma anche molto affascinante quello della contessa di Bàthory, gelida e spietata, pazza oltre ogni limite, narcisista al punto da uccidere per conservare la sua bellezza.

veniamo portati in una Ungheria feudale e barbara, tra lotte di potere e cerimonie aristocratiche, in un paese che solo a leggere la sua descrizione ti fa venire freddo, tra le mani di una delle donne più sanguinarie che siano mai vissute

non ci fa mancare nulla questo libro.... torture sevizie e sangue fanno da padrone

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6 juin 2012 3 06 /06 /juin /2012 09:48

elisabetta I

(23° libro finito - 2012)

 

La storia della regina che, coniugando, spregiudicatezza politica e pugno diferro, riuscì a fare del proprio paese il padrone assoluto dei mari nel '500.Le intime passioni di una donna indecifrabile, capace di tenerezze e gesti disfida, innamoramenti assoluti e solenni ingiurie. Le vicende di una regina daimille volti: sovrana ferrea, donna sola, scomunicata dal Papa, protettrice dei pirati.

 

Autobiografia molto completa ..... ma proprio per questo a volte stancante .... è molto "libro di storia" con date nomi descrizioni minuziose su trattati e decisioni politiche,

ma io volevo un qualcosa di più personale.... una figura come quella di Elisabetta andava secondo me più approfondita, invece tutto ciò che di personale c'è (sentimenti, dolori, malattie, carattere e quanto altro) viene raccontato molto superficialmente

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