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23 avril 2012 1 23 /04 /avril /2012 08:00

il-re-e-il-suo-giullare.JPG

(22° libro finito - 2012)

Uomo dispotico e gaudente, rozzo e smodato negli appetiti, inarrivabile nelle ambizioni come nelle bassezze: questo è il ritratto convenzionale che abbiamo di Enrico VIII. Ma chi fu veramente questo sovrano che fu sul trono d'Inghilterra e d'Irlanda dal 1509 al 1547? A gettare luce su questo gigante della storia, questo re che ebbe sei mogli, delle quali due mandò a morte e tre ripudiò, che promosse lo scisma anglicano e si proclamò capo della Chiesa inglese, che fece giustiziare senza esitazioni Tommaso Moro, giunge ora questo romanzo: autobiografia immaginaria, ma documentata e contrappuntata dalle annotazioni del buffone di corte.

 

quasi 1.000 pagine di pura storia Tudoriana

biografia di Enrico VIII a partire dalla sua infanzia scritta da Lui medesimo sotto forma di diario e ogni tanto commentata dal suo giullare

fa paura affrontarlo .... eppure si legge in un soffio

è scritto benissimo ed è di uno scorrevole impensabile

si vive nella storia .... le date .... le guerre ... i matrimoni .... tutto quanto in una biografia non può mancare

ma si vive nei suoi pensieri, ci si innamora con lui e con lui ci si disgusta sull'amore che finisce .... con ci si arrabbia e si diventa superstiziosi .... quasi tutto diventa colpa del diavolo

si è profondamente religiosi ma si comincia ad odiare la Chiesa di Roma e ciò che di totalmente privo di carità e fede essa spande nei territori

con lui ci si stupisce di invecchiare ..... e ci si preoccupa per la morte ... e soprattutto per la discendenza

con lui si vivono i conflitti con i figli .... tanti visto che son tutti di madri diverse (legittimi e no)

con lui si vive a corte .... nello sfarzo nel divertimento .... si toccano le stoffe e si mangia il cibo preferito

insomma con questo romanzo si entra nell'intimo del forse più famoso Re del mondo ..... quello che ha sulle spalle più leggende di qualsiasi altro e quello che attira più di altri

non fatevi spaventare dalla mole .... è un gran bel romanzo

 

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20 avril 2012 5 20 /04 /avril /2012 08:00

la-ragazza-gigante-della-contea.jpg

(21° libro finito - 2012)

Quando la madre di Truly Plaice rimase incinta, l’intera cittadina di Aberdeen si riunì per scommettere sul peso del nascituro che era stato capace di deformare così tanto la donna da farle assumere proporzioni epiche.

La giovane Truly avrebbe pagato il prezzo della sua enormità.

Suo padre la incolpava per la morte della madre avvenuta durante il parto ed era assolutamente mal equipaggiato per crescere la figlia gigante e sua sorella maggiore, nonché suo esatto opposto, Serena Jane, la personificazione della perfezione femminile.

Mentre le notevoli dimensioni di Truly la rendono oggetto di curiosità e umiliazioni costanti, la bellezza di Serena Jane si dimostra essere una benedizione e una maledizione allo stesso tempo.

Il fatto di essere la più bella ragazza della città la farà infatti diventare l’ossessione di Bob Bob Morgan, il più giovane del clan dei Morgan, dottori di Aberdeen da generazioni.

Bob Bob darà il via a una catena di eventi che cambierà il destino dell’intera contea.Crescendo, in età e in larghezza, Truly si troverà sempre più legata al destino di Serena Jane diventando lei stessa uno degli obiettivi dell’intenso interesse di Bob Bob.

Scoprendo però il segreto della famiglia Morgan, il libro delle ombre vecchio di secoli, nascosto da Tabitha, prima moglie-strega del dottore, avrà la possibilità di trovare la chiave per il suo unico futuro possibile.

Armata dei pericolosi segreti del passato di Aberdeen, Truly affronterà presto decisioni morali in grado di cambiarle la vita.

Praticando i suoi rimedi curativi a base di erbe, si sentirà sempre più saldamente legata al cerchio della città, finché non verrà a conoscenza di una rivelazione così enorme da farla apparire minuscola.

Truly sarà costretta ad affrontare i propri demoni, ridefinire la pietà e prendere in considerazione la possibilità che l’amore non possa essere ordinato entro certe dimensioni.

 

ma quanto si deve sopportare nella vita quando si è considerati "diversi"?

la diversità si paga da subito, a partire dalla famiglia, dalla scuola, dall'ambiente tutto ..... le persone saranno sempre pronte a puntare il dito, a "punire" o a dare gratuiti consigli senza capo ne coda

perchè si sa ..... chi è "diverso" da fastidio e va riportato alla giusta dimensione

questo romanzo è come una favola ...... il brutto anatroccolo o cenerentola o biancaneve ...... storia già sentita .... fatta di soprusi e di delusione, di tristezza e di voglia di riscatto

e come nelle più belle favole il momento buono arriva .... che sia esso sotto forma di amici sinceri che ti amano per quello che sei o sotto forma di scoperte ritenute leggenda

è pur sempre un bel momento di riscatto

la storia di Truly è poetica è languida è morbida ..... come del resto è lei

bellissimo

 

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19 avril 2012 4 19 /04 /avril /2012 08:00

la-valle-dell-orco.jpg

(20° libro finito - 2012)

Il romanzo narra la storia della terra veneta che, sotto l’odierno volto operoso e consumistico, nasconde le tracce di un recente passato fatto anche di miseria, di ignoranza e di violenza.

La trama ha dei caratteri neri, quasi “gotici”, ed il racconto è pieno di tensione e scandito da misteriosi delitti. All’interno del piccolo mondo di una contrada alpina si scoprono legami segreti, antiche sopraffazioni e tragici segnali che arrivano direttamente da tempi remoti.

E' un libro ben scritto, dove appare sia il Veneto di montagna che quello di pianura, e che sa raccontarci, con una narrazione leggera ed arguta, tutto il disastro dello stravolgimento ambientale e culturale del territorio veneto negli ultimi 50 anni. L’ironia dell’autore, la trama eccentrica ed un finale imprevedibile lo rendono un libro da leggere tutto d’un fiato.

 

ambientato in una cupa valle, luoghi tra l'altro a me conosciuti, quattro case e poche persone non più giovanissime, la vita dura della montagna, tra poco sole e tanta ombra, poco caldo e molto freddo, inverni infiniti ed estati brevi, la lotta con la natura per strappare al terreno la coltura di pomodori ......e chissà cos'altro

cosi si vive in questo luogo desolato ... eppure qualcosa attrae.... attrae i turisti che rispettano poco quello che li circonda .. ma anche coloro che alla fine desiderano una vita "vera" ... lontana dal caos e dal rumore ... più sana e più naturale

ma siamo sicuri che in queste valli non si nasconda qualcosa di più terribile? ...... tutte le favole hanno un principio di verità ..... possibile che quella dell'orco o dell'uomo nero o delle streghe non sia vera?

detto fatto ..... qualcosa di terribile si nasconde in questa valle ...... si riuscirà a scoprire cosa è? e soprattutto a sconfiggerla?

bella la storia .... la trama scorrevole .... soprattutto l'idea di viverla in due tempi .... presente e passato con la lettura di un diario

e i personaggi molto ben descritti .....lo leggi e sembra di esserci li in quella valle

 

 

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18 avril 2012 3 18 /04 /avril /2012 08:00

l-uomo-nel-quadro.jpg

(19° libro finito -2012)

In una fredda giornata di gennaio Oliver si reca da Londra a Cambridge per far visita a un suo vecchio professore d'università, Theo Parmitter. Il programma è d'incontrarlo nel tardo pomeriggio, cenare insieme e poi fare quattro chiacchiere davanti al camino con in mano un buon bicchiere di whisky. Il giorno successivo Oliver avrebbe visto un altro paio di persone, dopodiché sarebbe ritornato a Londra. La cena era stata deliziosa e ora, nel confortevole studio del professore, i due stavano chiacchierando. "Ti andrebbe di ascoltare una strana storia?", propone a un certo punto Theo. E la storia è davvero strana. C'è un quadro, un dipinto a olio appeso al muro della stanza, che mostra una folla di uomini e donne, a Venezia, durante il carnevale. Alcuni sono in maschera, altri no; davanti a loro si apre il Canal Grande. E' un quadro della metà del 1800 acquistato da Theo a un'asta, un quadro che qualcuno, arrivato colpevolmente in ritardo, ha cercato disperatamente di riacquistare, senza risultato, dal professore. Da allora il dipinto si trova lì, in quello studio, non è mai stato spostato. Non è di straordinaria bellezza, eppure ha una forza che impedisce a chiunque di distogliere lo sguardo dai personaggi dipinti. Da uno, in particolare; c'è un uomo, infatti, tra quella folla lungo il Canal Grande, che cambia sembianze. E non è una leggenda: è la verità.

 

più che in un romanzo scritto negli ultimi anni sembra di leggere qualcosa di scritto nell'800. ricorda alcune trame di romanzi gotici sia per l'ambientazione che nel modo vero e proprio della scrittura, molto lontana per certi versi da quella più "giornalistica" dei romanzi contemporanei

bella l'idea e anche lo svolgersi del racconto ..... peccato sia un romanzo breve

 

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16 avril 2012 1 16 /04 /avril /2012 15:39

se-ti-abbraccio-non-aver-paura.gif(18° libro finito - 2012)

 

Il verdetto di un medico ha ribaltato il mondo. La malattia di Andrea è un uragano, sette tifoni. L'autismo l'ha fatto prigioniero e Franco è diventato un cavaliere che combatte per suo figlio. Un cavaliere che non si arrende e continua a sognare. Per anni hanno viaggiato inseguendo terapie: tradizionali, sperimentali, spirituali. Adesso partono per un viaggio diverso, senza bussola e senza meta. Insieme, padre e figlio, uniti nel tempo sospeso della strada. Tagliano l'America in moto, si perdono nelle foreste del Guatemala. Per tre mesi la normalità è abolita, e non si sa più chi è diverso. Per tre mesi è Andrea a insegnare a suo padre ad abbandonarsi alla vita. Andrea che accarezza coccodrilli, abbraccia cameriere e sciamani. E semina pezzetti di carta lungo il tragitto, tenero Pollicino che prepara il ritorno mentre suo padre vorrebbe rimanere in viaggio per sempre.

 

Se cercate una storia strappalacrime sul rapporto di un padre e un figlio autistico, non leggete questo libro.

qui la storia è diversa, qui si parla di paure ma di tanti momenti di gioia, si parla di dubbi ma anche di tante certezze, si parla di rapporti umani belli o brutti che siano

e si ride .... si si ride ..... con gioia di fronte all'essere cosi disarmante che è Andrea ... e si ride per le reazioni di chi lo incontra sulla sua strada

si parla di normalità e di diversità .... ma chi come e quando ha deciso che noi siamo "normali" e Andrea è "diverso"?

chi ha deciso che per lui bisogna insistere e farlo diventare il più possibile come noi?

chi ha deciso che lui sarà più felice diventando come noi?

il loro viaggio ci porta a capire che forse non è cosi, che è bello essere per un giorno come Andrea, farsi sorprendere dalle onde del mare, farsi accarezzare dal vento in faccia, baciare chi incontri e sentire le loro pance

è bello lasciarsi andare ad una vita senza schemi prefissi e vedere le montagne blu e il mare arancione.....perchè sono i colori delle sensazioni e non quelli che la ragione ci impone

è bello saltare e correre

è bello anche stare in silenzio e ascoltare il mondo

Andrea vuole guarire, ma forse solo per essere come noi, e se invece il centro della sua felicità fosse proprio rimanere cosi come è?

un bel libro .... il racconto di questo viaggio e di tutto ciò che ha portato è affidato alle mani sapienti di Ervas, in ogni pagina c'è il suo stile, ha saputo dare forza alle cose importanti e nello stesso tempo stemprare sottilmente alcune drammaticità

lo confermo ... rimane uno dei miei scrittori preferiti

e in attesa di incontrarlo presto (è una persona piacevolissima) e magari di avere la fortuna di confrontarmi con Franco Antonello su alcuni punti del suo viaggio

vi consiglio di leggere questo libro ..... fatevi finalmente un regalo serio, un libro che va assolutamente letto

 

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6 mars 2012 2 06 /03 /mars /2012 08:00

(17° libro finito - 2012)

Il-marchio-del-diavolo.jpgRoma, 1139. Un uomo volge lo sguardo al cielo, in attesa. Seguendo le indicazioni dei suoi predecessori, è arrivato nella Città Eterna per assistere all'eclissi lunare che mostrerà un allineamento astrale unico. All'ora stabilita, la luna a poco a poco si dissolve nell'oscurità, lasciando il posto a 112 stelle. E' il segno che l'uomo aspettava: ancora 112 papi, poi, sulle rovine della Chiesa, sorgerà un nuovo mondo...

Roma, 2000. Incredula, una giovane archeologa fissa il cielo. Poche ore prima, il Vaticano le ha ordinato d'interrompere gli scavi nelle catacombe di San Callisto, mettendo così fine alla sua carriera accademica. E adesso lei giace sull'asfalto, in una pozza di sangue. Tuttavia, nell'istante in cui l'aggressore le ha conficcato il pugnale nel petto, Elisabetta ha notato un dettaglio agghiacciante. Un dettaglio impossibile da dimenticare.

Roma, oggi. Una serie di scheletri rinvenuti in un columbarium del I secolo d.C., una successione enigmatica di simboli astrologici, un libro maledetto: sono gli indizi che, mettendo a rischio la propria vita e quella dei suoi cari...

 

a mio parere il migliore scritto finora da Cooper

il suo stile rimane sempre quello ..... trama fitta e molto scorrevole, salti continui tra epoche diverse che ti tengono sempre con la mente aperta e pronta a tutto, ed epilogo finale di solito abbastanza prevedibile .... ma del resto visti gli argomenti che tratta è più che logico che sia cosi

buona l'idea di giocarsi il libro su qualcosa di molto attuale .... la fine della Chiesa

chi non conosce la profezia di San Malachia e dell'ultimo papa? della fine della Chiesa con la rinascita in un mondo diverso

in molti hanno interpretato questa profezia (per primo lo stesso Nostradamus) e ognuno ne ha tratto il finale che voleva

chi la fine totale del mondo ..... chi la sola fine di Santa romana Chiesa .... chi la fine di un'era del "bene"

e la rinascita? ..... un mondo nuovo o una nuova religione?

o la stessa solo purificata?

un bell'argomento .....poi ognuno ne tragga ciò che vuole

Cooper ha scelto la fine della Chiesa come istituzione ..... odiata per il potere crescente nei secoli da molti, odiata per la sua scomodità da tanti altri ......

e chi meglio della personificazione del Diavolo (nemico di sempre) per questo complotto previsto da secoli e ora di facile attuazione?

c'è chi ha tacciato questo libro di assomigliare troppo al più famoso "Angeli e Demoni" di Brown ..... bah .... io non ci vedo nulla in comune

a parte il conclave che è parte centrale della cosa .... qui c'è molto altro che prende il sopravvento

si! bello

 

 

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3 mars 2012 6 03 /03 /mars /2012 08:00

(16° libro finito -2012)

la-leggenda-del-mostro-di-limehouse.jpgAlla fine dell'Ottocento una serie di raccapriccianti omicidi sconvolge l'EastEnd londinese, in particolare il quartiere povero e malfamato di Limehouse,dove abitano ladri ed emarginati. Le vittime sono due prostitute, un eruditoebreo e un'intera famiglia di commercianti. Si mormora che l'assassino sia unGolem, un essere fantastico e mostruoso che si nutre di sangue umano. Intanto,in un altro punto della città, una giovane donna viene accusata di aver avvelenato il marito.

 

non sempre le belle idee da sole possono fare un bel romanzo!

la storia c'è .... bella e intrigante ... i personaggi anche .... la trama tra ricordi realtà e dialoghi nel processo ci sta

ma è proprio messo giù male ... se in alcune parti ti tiene col fiato sospeso e si fa intrigante

in altre dove si perde in lungaggini sui ricordi del teatro con "pessime" veramente pessime traduzioni in italiano ... ti fa veramente venir voglia di chiuderlo e mollarlo li

scritto veramente male ..... e quando un libro è scritto male anche l'idea più grande non può farlo diventare un buon romanzo

anche l'epilogo non è cosi sorprendente ..... si capisce già tutto dopo poche pagine

 

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2 mars 2012 5 02 /03 /mars /2012 08:00

(15° libro finito - 2012)

washington-square.jpg"Washington Square", pubblicato in Inghilterra nel 1880, venne ritenuto dalla critica opera non solo minore ma insignificante. Il libro è invece un bellissimo romanzo che precede di alcuni anni i più celebri racconti di Anton Cechov. In "Washington Square" predomina, soprattutto nelle memorabili pagine retrospettive, quelle dei "bilanci" e degli addii, un tono crepuscolare, quasi di mestizia, e comunque di acuto, lancinante raccoglimento. La storia è quella di un brillante medico newyorkese, il dottor Austin Sloper, che rimane vedovo con un'unica figlia, l'ubbidiente e poco vivace Catherine. Un bellimbusto egoista e nullafacente, Morris Townsend, cerca di circuire la ragazza, abbagliato dalla ricca dote. Il giovane Townsend, infastidito dalle continue dilazioni di Catherine e dall'ostilità del potenziale suocero, che vede in lui la rovina della figlia, abbandona il campo, per ricomparire molti anni dopo. Catherine saprà respingerlo, amareggiata e disillusa, dopo esserne stata per lungo tempo innamorata.

 

sono sincera, la storia merita poco ..... il romanzo a mio parere si salva solo per com'è scritto, molto bene con belle descrizioni sia visive che caratteriali ....

ma la storia alla fine è forse anche troppo nota .... e il finale non lascia niente fra le dita

lo leggi e non ti fa prendere da sensazioni di gioia ne di rancore ne di altro .... è piatto

ecco ... piatto è la descrizione giusta

 

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1 mars 2012 4 01 /03 /mars /2012 08:00

(14° libro finito - 2012)

il-monaco-Lewis.jpgAccolto con scandalizzato entusiasmo al tempo della sua pubblicazione nel 1796, in larga misura ignorato nell'Ottocento, riscoperto ed esaltato nel Novecento, Il Monaco di Matthew G. Lewis è forse l'esempio più notevole del romanzo gotico inglese, e insieme il più estremo.

Tutti i clichés del romanzo gotico vi si ritrovano moltiplicati ed esasperati: castelli, abbazie, fantasmi, violenze, stupri, incesti, orrori innominabili, presenze demoniache.

Ma il romanzo gotico Il Monaco si distingue per il più consapevole drammatico senso di morte di una civiltà che veniva travolta dalle rivoluzioni di fine secolo, e insieme per quella carica erotica e trasgressiva che doveva scandalizzare e deliziare contemporanei e affascinare in seguito i surrealisti.

Opera di un autore appena ventenne, è un romanzo singolarmente composito in cui si incontrano echi di Shakespeare, Marlowe, Schiller, del senso dell'orrore elisabettiano e del mito di Faust.

Analisi drammatica, spesso melodrammatica, della dannazione di un uomo perduto da una demoniaca donna fatale, può considerarsi all'origine di quel multiforme filone della narrativa ottocentesca che ha in Carmen l'esponente più noto.

 

Siamo in pieno periodo Gotico, quel periodo in cui prendono forma tutte le paure per l'ignoto e l'inspiegabile, per il satanismo e le arti magiche, per la crudeltà umana e le più ignobili azioni perpetrate all'ombra di una vita lucente e giusta.

il romanzo è carico di personaggi e di sentimenti, di intrighi in ogni angolo ma soprattutto di vere e proprie barbarie, di atti disumani da parte di quella fascia di persone che dovrebbe invece rappresentare il perfetto contrario.....

un Monaco disposto a tutto per accontentare le proprie voglie

una monaca disposta a tutto pur di mantenere il "buon nome" del convento

cavalieri e dame ognuno con un passato intricato triste o coraggioso

castelli conventi segrete cimiteri e catacombe

che volere di più?

per chi ama il filone Gotico direi che è veramente un romanzo imperdibile

ma anche per gli altri .... magari per tornare a leggere qualcosa che dia di più....

 

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29 février 2012 3 29 /02 /février /2012 08:00

(13° libro finito - 2012)

il-libro-dellangelo-colitto.jpgVenezia, maggio 1313.

Mentre fervono i preparativi per la festa della Sensa, che culminerà con lo Sposalizio del Mare, l’acqua alta trascina in piazza San Marco i cadaveri di tre bambini crocifissi.

Un anziano ebreo ingiustamente accusato dell’omicidio si toglie la vita in carcere, lasciando sul muro della cella una frase latina che non svela nulla. Ma allora perché si è dato la pena di scriverla con il sangue? La macabra scoperta sembra in qualche modo collegata al Sefer-ha-Razim, il Libro dei Misteri, dettato secondo la leggenda dall’angelo Raziel a Noè che lo trascrisse su una tavoletta di zaffiro.

Questo è il mistero che Mondino de’ Liuzzi, medico anatomista dello Studium di Bologna, è chiamato a risolvere a Venezia. Ma subito Mondino si scontra con il nobile che ha ordinato l’arresto dell’ebreo, con la donna che ama, con quella che ha amato e forse ama ancora e persino con il suo amico Gerardo. Il giovane, che un tempo aveva fatto parte dell’ordine dei Templari, si rifiuta di aiutarlo, perché anche lui ha una missione da compiere: mettere in salvo la mappa per raggiungere le misteriose Terre Australi al di là dell’oceano, di cui qualcuno ha trovato traccia nel Liber Floridus di Lamberto di Saint-Omer.

Ha inizio così una vicenda d’intrigo e di morte, in cui Mondino sfidando il potere di Venezia, e a rischio della sua stessa vita, dovrà sciogliere l’enigma di una stirpe di custodi che risale ai tempi del diluvio, in un’implacabile corsa contro il tempo.

anche questo terzo romanzo di Colitto è pieno di sorprese ... cambia l'ambientazione (Venezia al posto di Bologna) non cambia il periodo, non cambia la caccia ai Templari che è sempre presente .... ma si aggiunge la discriminazione nei confronti degli Ebrei, cosa che già nella Venezia di allora è molto sentita .... ma non cambiano gli animi umani ... dal coraggioso al codardo ..... dal saggio e giusto al subdolo e ingiusto ... la fame di potere fa da padrona

bella l'ambientazione a Venezia, e soprattutto come sempre splendida la rievocazione storica

il ritmo serrato ti tiene anche questa volta incollato sulle pagine e anche stavolta il finale è una sorpresa

forse forse il migliore dei tre scritti finora

 

 

 

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